Cura delle dipendenze (vecchie e nuove)

Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto

A. Robbins

Alle tradizionali dipendenze da fumo, da alcol, droga, ecc., se ne affiancano di “nuove”: quelle tecnologiche (cellulari, internet, videogiochi), estetiche (chirurgia, diete, over-excersing), fisico-sessuali (pornografia, feticismo, comportamenti autolesivi) e socio-economiche (social-networks, workaholism, shopping, trading-online).

Il passaggio da innocenti vizi o pratiche occasionali a veri e propri disturbi patologici è più breve di quanto si possa immaginare.

Tutte le dipendenze seguono lo stesso modello: all’inizio c’è un uso consapevole (PC, Smartphone, Social Networks, Chirurgia, Shopping, Integratori, ecc), che fa sentire bene la persona, poi si perde progressivamente il controllo.

Il problema vero e proprio è generato da un uso/abuso eccessivo di ciò che viene vissuto come utile ed efficace dalla persona.

Più si “usa/abusa” e meno si ricorre alle proprie risorse, diventando sempre meno capaci e meno liberi di scegliere soluzioni alternative.

Se da una parte vengono soddisfatte le esigenze immediate, dall’altra il “bisogno” dilaga nella mente diventando un’ossessione che si placa solamente nell’atto compulsivo che, però, mantiene il problema. Passo dopo passo, giorno dopo giorno, si diventa sempre più incapaci, si ha la sensazione di essere persi e disorientati e si inizia a stare molto male se non si ha la possibilità di far tacere il pensiero ossessivo.

La persona che ha questa problematica inizia a mettere in atto quelli che vengono definiti come auto-inganni, cioè, delle scuse per giustificare quello che fa e quello che sente.

Gli autoinganni più comuni di chi ha dipendenze

  • Lo fanno tutti

    Usare come misura il confronto con gli altri.

  • Illusione di potere

    Illusione di poter dominare la realtà, mondo, gli altri, il sé, le proprie emozioni e i propri impulsi.

  • Immediatezza

    Frenesia di voler risolvere un problema/sofferenza rapidamente.

  • Incompetenza

    Evitare di esperire se stessi e ricorrere a terze cose/persone, accentua il senso di incompetenza e di bisogno.

  • Ottimismo (poco realismo)

    Difficoltà a stare nel reale che provoca delusione e spinge a creare scenari fatti di illusione.

  • La perfezione

    Esasperazione per ricercare una perfezione che non esiste fa crescere il senso di incapacità, l’angoscia e l’infelicità.

  • Essere trasgressivi

    Il gusto del proibito fa apparire la trasgressione come un piacere di cui non si può a fare a meno e che si sostanzia nell’atto compulsivo.

  • Agiatezza

    Una vita facile, non guadagnarsi quello che si ha, lascia insoddisfatti e incapaci di apprezzare i risultati.

  • Consapevolezza

    Ricercare ossessivamente la consapevolezza non fa altro che aumentare i dubbi.

Si lavorerà sull’individuazione dei meccanismi persistenti e ridondanti che circolarmente mantengono e alimentano il problema da risolvere (tentate soluzioni); la difficoltà presente nel qui e ora viene inquadrata a livello di ipotesi operativa auto correttiva, che emerge dai cambiamenti concreti che via via vengono inseriti attraverso specifiche indicazioni di pensiero (sistema percettivo) e di comportamento (sistema reattivo), in vista della loro soluzione (cambiare per conoscere).

Verranno prescritti alla persona particolari compiti che dovrà svolgere nel quotidiano. Questi saranno strutturati a partire da obiettivi concreti stabiliti già dal primo incontro per eliminare il problema portato dal paziente.

Dipendenze

Tipologie, conseguenze e prospettive di cura

Dipendenza da Internet

Internet è stato per anni considerato come un mondo alternativo, distinto dalla realtà: tradizionalmente si riteneva che attraverso la Rete fosse possibile svolgere numerose attività (cercare informazioni, comunicare, chattare..) senza però avvicinarsi minimamente alle possibilità relazionale e comunicative del mondo esterno. Ma, siccome, tutto ciò che è creduto diventa reale, come tale, provoca degli effetti che si ripercuotono nella vita quotidiana che possono essere sia positivi.

Dipendenza affettiva

Ognuno di noi può avere, in qualche misura, un naturale desiderio di approvazione, di protezione, di conferme e ammirazione da parte degli altri. Esiste, quindi, un continuum che va dal naturale bisogno di vicinanza fino ad arrivare ad una vera e proprio bisogno invalidante.

Dipendenza da lavoro

Il lavoro può diventare una dipendenza quando la persona non riesce più a farne a meno.
In questo caso, per una migliore comprensione, possiamo suddividere il passaggio da quello che è un comportamento funzionale a un comportamento compulsivo in tre fasi

Dipendenza sessuale

La sessualità è importante come altre dimensioni vitali (il respiro o l’alimentazione).
Ma talvolta le sensazioni iniziano a sfuggire o perché le si insegue troppo o perché le si evita del tutto.

Gioco d’azzardo patologico

Se il gioco si mantiene nei termini di una tranquilla frequentazione, può svolgere un ruolo ricreativo, ludico e talvolta positivo. Il problema nasce quando il piacere del gioco diventa un impulso incontrollabile, patologico, che arriva a stravolgere i rapporti familiari, sociali, finanziari.

Dipendenza da cellulare

Come la televisione e il computer, anche il cellulare rappresenta uno strumento tecnologico ampiamente utilizzato nel quotidiano. Si ha un problema con questo oggetto quando inizia a non rappresentare più un mezzo di utilità pratica ma via via comincia a rivestire anche valenza affettiva.

Shopping compulsivo

Lo shopping compulsivo, ovvero la dipendenza dagli acquisti, è un disturbo caratterizzato dall’impulso irrefrenabile e immediato ad acquistare. La tensione crescente, viene alleviata solo comprando, nonostante le possibili difficoltà economiche, relazionali, lavorative e psicologiche.

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